Il progetto

Avvocato di strada” nasce a Bologna alla fine del 2000, con l’obiettivo fondamentale di tutelare i diritti delle persone senza dimora e favorirne il ritorno ad una vita comune. Il progetto voleva colmare una lacuna: in Italia la possibilità di ottenere il gratuito patrocinio, ovvero un avvocato che lavora gratuitamente e che viene pagato dallo Stato, è riconosciuto a tutte le persone che hanno un reddito annuo che non superi  i 10.628,16 euro. Per averlo occorre recarsi al Tribunale e fare una domanda allegando i propri documenti d’identità e la documentazione sulle proprie problematiche legali. Chi vive in strada, tuttavia, è spesso privo di documentazione di qualsiasi tipo, in genere ha perso la residenza e molto difficilmente si recherebbe in un Tribunale. Per questo in Italia chi vive in strada, anche se in poco tempo rischia di accumulare varie problematiche legali, di fatto non ha nessuna possibilità di poter usufruire di un aiuto legale. E’ qui che interviene l’associazione Avvocato di strada: grazie all’organizzazione strutturata di gruppi di professionisti che decidono di dedicare al volontariato una piccola parte del proprio tempo, si vogliono tutelare persone deboli, che non avrebbero la possibilità di difendere i propri diritti fondamentali. Difendere i diritti degli ultimi, è il motto dell’Associazione, significa difendere i diritti di tutti.

Le sedi

Le sedi di Avvocato di strada sono legati dall’Associazione Avvocato di strada Onlus, nata nel febbraio 2007 per cercare di favorire una crescita comune delle esperienze dei vari gruppi di volontari e lo scambio di informazioni tra gli operatori di territori diversi per migliorarne le competenze e renderle più specifiche ed adatte alle diverse realtà. Oggi le sedi di Avvocato di strada sono presenti ad Ancona, Andria, Bari, Bologna, Bolzano, Catania, Cerignola (FG), Cremona, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Jesi, La Spezia, Lecce, Macerata, Milano, Modena, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pescara, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Rovigo, Salerno, Siracusa, Taranto, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza. Tutte le sedi sono attive all’interno di Associazioni di volontariato che si occupano in maniera specifica delle persone senza dimora. Collaborano con l’Associazione otre 750 avvocati, tra volontari degli sportelli già aperti e professionisti che si sono dichiarati disponibili a lavorare gratuitamente in caso di domiciliazioni nelle città in cui non è ancora aperto uno sportello.

I nostri volontari

Presso i nostri sportelli legali viene effettuata una consulenza e poi, se è necessario procedere giudizialmente, avviene la presa in carico dell’utente che diventa cliente dell’avvocato presente allo sportello; l’attività di ricevimento è posta in essere solo da avvocati o praticanti con patrocinio. Ad altri volontari che si propongono, pensionati, semplici cittadini desiderosi di fare qualcosa per gli altri o studenti di giurisprudenza, chiediamo un aiuto per la segreteria, per l’accoglienza delle persone, per ricerche e pubblicazioni e per le altre attività dell’associazione. Questa esperienza di volontariato risulta particolarmente utile in special modo per gli studenti di Giurisprudenza, che possono osservare sul campo il lavoro degli avvocati; affrontano per la prima volta, anche se in maniera indiretta, determinate problematiche legali, e si avvicinano a quella che sarà la propria professione, pronti a diventare gli “avvocati di strada” del futuro.

I principali casi seguiti

Ogni anno gli sportelli di Avvocato di strada affrontano oltre duemila casi tra diritto civile, penale e amministrativo.

> Il diritto alla residenza anagrafica

La prima emergenza affrontata da Avvocato di strada, purtroppo ancora attuale in molte città italiane, è stata quella legata alla questione della residenza anagrafica. Chi vive in strada a lungo finisce per perdere la residenza, perché esce dallo stato di famiglia o perché viene cancellato dalle liste compilate dall’anagrafe che vengono aggiornate costantemente. Come forse non tutti sanno, perdere la residenza anagrafica in Italia equivale a non esistere. Sono moltissimi, infatti, i diritti legati alla residenza che si perdono con essa. Chi non ha la residenza infatti non può votare, non può aprire una partita IVA, non può lavorare, non può avere una casa popolare, non ha diritto ad avere accesso al sistema sanitario nazionale, se non per le cure di pronto soccorso. La residenza anagrafica in Italia è talmente importante da essere garantita a chiunque dalla nostra Costituzione. Il problema è che chi dovrebbe far rispettare questo diritto, e cioè il Comune, spesso preferisce non dare la residenza a un senza tetto. Questo perché dare la residenza significa dover accordare tutta una serie di diritti: il diritto alla casa, al lavoro, agli assegni familiari etc etc. Dunque si registra un’ impasse di difficile soluzione, che non si risolve facilmente senza l’intervento di un avvocato. Il primo utente di Avvocato di strada viveva in un dormitorio comunale di Bologna e si era rivolto agli avvocati proprio perché non riusciva ad ottenere la residenza anagrafica dal Comune, pur avendola chiesta da oltre un anno. Solamente dopo l’intervento degli avvocati, e dopo la causa d’urgenza (art.700 c.p.c.) promossa contro il Comune di Bologna, il Comune ha riconosciuto la residenza all’utente, che subito dopo è riuscito a trovare un lavoro e a riconquistare la sua dignità di cittadino.

> Le multe e i debiti pregressi

Quello della residenza è un problema molto grande, ma è solo uno dei molti problemi di natura legale che si accumulano stando in strada. Può sembrare strano, ma un altro grave problema è quello delle multe. Chi non ha una casa e un posto dove dormire, dove mangiare e dove lavarsi, deve fare queste stesse cose in strada. Ma in strada non si può dormire, non ci si può lavare, e, secondo i regolamenti di polizia di molte grandi città, in strada non si può mangiare. Se un vigile non multerà mai il turista ben vestito che mangia in strada un panino acquistato, generalmente a caro prezzo in qualche bar del centro di una qualsiasi città italiana, lo stesso vigile avrà molti meno scrupoli nello scacciare o nel multare un senza tetto malvestito che mangia il proprio pasto racimolato a fatica, che si riposa sotto un portico, o che si lava ad una fontana.

Ancora un esempio. Per sfuggire al freddo dell’inverno, spesso i senza tetto si rifugiano sugli autobus generalmente ben riscaldati delle città e passano lì sopra le loro giornate. Naturalmente un senza tetto non può permettersi di acquistare un biglietto, e allora si limita a ricevere dal controllore l’ennesima multa che non potrà mai saldare, e che va ad accumularsi alle altre multe prese per vagabondaggio. In breve tempo chi vive in strada può accumulare molte migliaia di euro di debito solamente per le multe ricevute, che se non vengono pagate si raddoppiano e poi si moltiplicano. Queste multe non rappresentano un problema per chi vive in strada, ma sono uno scoglio insormontabile per chi dalla strada vuole uscire. Un utente che in passato si è rivolto ad Avvocato di strada aveva accumulato un debito di circa diecimila euro. Una cifra simile sarebbe un problema anche per una persona che ha una famiglia, un lavoro e un reddito normale, figurarsi per chi vive in strada e a fatica cerca di riprendersi. Un’altra persona seguita dagli avvocati in passato aveva aperto una società con un suo amico perché voleva aprire un bar nella sua città. Il bar poi non era mai stato aperto e nel frattempo questa persona si era persa in una lunga storia di tossicodipendenza, ed era finita in strada a Bologna, senza premurarsi di chiudere quella società. Dieci anni dopo aveva contratto un debito di circa cinquantamila euro di contributi non versati verso l’INPS.

> L’affidamento dei figli minori

Gli avvocati volontari affrontano con frequenza anche i problemi correlati alle situazioni in cui versano i figli minori delle persone che vivono in strada. Di regola questi bambini vengono dati in adozione ad altre persone, su consiglio degli assistenti sociali e con decisione del Tribunale dei minori.

Gli assistenti sociali ed il Tribunale dei minori dimenticano però troppo spesso che chi vive in strada e si trova in situazioni di grave disagio (alcolisti, tossicodipendenti o, semplicemente, poveri) ha, di regola, una famiglia alla quale sarebbe più giusto affidare i minori temporaneamente, consentendo – fra l’altro – ai genitori di intraprendere percorsi di recupero che possano farli tornare a vivere con i loro figli.

E’ una soluzione che non soltanto consente ai genitori senza fissa dimora di evitare di perdere i figli, ma offre altresì l’ulteriore vantaggio di dare loro uno stimolo in più per uscire dalla situazione in cui si trovano. In due casi, raccontati nel libro “I diritti dei minori”, Avvocato di strada ha fatto opposizione al decreto di adottabilità di minori, ed in entrambi il Tribunale ha deciso che i bimbi venissero affidati ai familiari dei genitori, in un caso ai nonni, nell’altro alla sorella della madre. Nel frattempo i genitori sono entrati in comunità per affrontare un percorso che, auspicabilmente, consentirà loro di ritornare a vivere con i propri figli.

> Separazioni e divorzi

Un altro problema che ha spesso chi vive in strada è quello della separazione. Spesso, per una serie di motivi, occorre ottenere la separazione da un coniuge che magari non si vede da anni e che non si sa più nemmeno dov’è. Una separazione, consensuale o giudiziale, che può costare lunghe e dispendiose ricerche e che  sarebbe impossibile senza l’aiuto di un avvocato.

> I fogli di via

Un altro interessante problema che si presenta spesso agli avvocati è quello dei fogli di via, che in numero sempre maggiore vengono usati dalla questura per allontanare dalla città le persone senza fissa dimora. Il foglio di via è un drastico espediente che dovrebbe essere usato per allontanare persone pericolose e ritenute dannose per la città, e che è stato introdotto nel nostro ordinamento per allontanare i mafiosi e i malviventi. E’ dunque esagerato usarlo contro persone inermi come i senza fissa dimora. Nel 2006 una persona senza dimora si è visto dare il foglio di via perché aveva in mano una pistola giocattolo, con regolamentare tappo rosso, con cui faceva finta di sparare ai piccioni. Questo ragazzo stava affrontando un percorso di recupero, seguiva un corso di informatica e non aveva nessun altro luogo dove andare. Cacciarlo da Bologna avrebbe significato condannarlo ad altri vagabondaggi, a farlo andare da un’altra parte, dove avrebbe dovuto ricominciare da capo, senza amici, e senza una rete pronta a sostenerlo. Non è così che si risolvono i problemi, chiudendo gli occhi e spingendo una persona nel cantone del vicino: grazie all’intervento di Avvocato di strada il Tribunale Amministrativo Regionale ha annullato il foglio di via e ha condannato la questura al pagamento delle spese legali. Il ragazzo è potuto restare a Bologna per continuare il proprio progetto di recupero.

> I progetti per gli anziani, le donne e le vittime di tratta

Con la crescita dell’Associazione si è cercato di intervenire sulle nuove forme di marginalità che vanno emergendo. In particolare la figura degli anziani e delle donne sole sono connotate da particolare fragilità: privi di reddito o con un reddito minimo e sprovvisto di rete familiare, versano spesso in condizioni di isolamento e di povertà.

Per questo Avvocato di strada ha fatto partire due progetti specifici: il progetto “strada femminile singolare” ha come obiettivo la tutela legale delle donne senza dimora e in condizione di esclusione sociale, la sensibilizzazione sui temi dell’esclusione e della tutela dei diritti, il monitoraggio del fenomeno delle donne in condizione di indigenza ed emarginazione. il progetto dedicato agli anziani, realizzato sul territorio del comune di Bologna, ha come obiettivo quello di garantire tutela legale ad anziani senza dimora e in condizione di grave marginalità sociale, al fine di promuoverne il riconoscimento dei diritti e l’accesso a percorsi di reinserimento sociale.

Un capitolo a parte riguarda le donne vittime di tratta che dal sud del mondo o dai paesi dell’Est Europa vengono condotte in Italia con la promessa di un lavoro e vengono poi costrette a prostituirsi. L’associazione, in collaborazione con altre realtà sparse sul territorio italiano che si occupano di queste problematiche, aiuta le donne vittime di tratta nell’ottenimento del permesso di soggiorno di protezione. Per loro Avvocato di strada ha creato un’equipe tutta al femminile, composta da avvocatesse e studentesse di Giurisprudenza.

> Il progetto DIRITTI A SUD

Tra i progetti realizzati in questi anni, una particolare importanza per la vita dell’Associazione è stata rivestita dal progetto “Diritti a SUD”, realizzato nel corso del 2013 grazie al sostegno della Fondazione CON IL SUD.

Tradizionalmente la problematica delle persone senza dimora è sempre stata più presente nelle principali città del Nord Italia. Questo perché nel Sud Italia le reti familiari e amicali hanno sempre retto maggiormente, le relazioni personali sono più strette, ed è più difficile rispetto ad altre zone del Paese, che una persona finisca in strada per la perdita di un lavoro, per una malattia o per un matrimonio che si rompe. Purtroppo vari fattori tra i quali sicuramente il perdurare della crisi economica e l’intensificarsi dei fenomeni migratori da paesi terzi, ha modificato almeno in parte la situazione. Anche se le persone senza dimora continuano ad essere di più al Nord, il problema nel Sud è sempre più visibile e ha cominciato ad interessare tutte le principali città del Meridione e anche molti centri secondari. I dati della prima ricerca sulle persone senza dimora realizzata in Italia nel 2011 da Ministero delle Politiche sociali, ISTAT e FIOPSD (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora) lo confermano: l’incidenza sul totale dei residenti risulta più elevata nel Nord-Ovest, dove le persone senza dimora corrispondono a circa lo 0,35% della popolazione residente, seguono il Nord-Est con lo 0,27%, il Centro con lo 0,20%, le Isole (0,21%) e il Sud (0,10%). Lo 0,10 è meno dello 0,35, ma rappresenta comunque un numero significativo di persone che hanno bisogno di aiuto e non possono essere lasciate sole.

Uno degli obiettivi principali dell’Associazione Avvocato di strada è divulgare il più possibile le proprie conoscenze. Per esperienza sappiamo che i casi di cui ci imbattiamo ogni giorno si risolvono grazie ad una approfondita conoscenza del diritto, ma anche grazie alla conoscenza di determinate prassi e delle reali difficoltà di chi vive in strada. Basta pensare al problema della residenza anagrafica, che veniva illustrato poco sopra. In questi anni abbiamo affrontato il problema più volte e abbiamo vinto tutte le cause che abbiamo intentato contro i comuni che non la concedono e che sono per questo inadempienti. In tante delle città dove siamo presenti il problema della residenza per le persone senza dimora è stato risolto, ma nelle altre città facciamo più fatica ad intervenire. L’obiettivo principale del progetto Diritti a SUD, era proprio riuscire a mettere il nostro bagaglio di conoscenze maggiormente a disposizione degli avvocati e dei volontari delle sedi di Avvocato di strada presenti nel Sud Italia e far crescere e potenziare la rete tra le stesse sedi: Bari, Catania, Foggia, Lecce, Palermo, Salerno e Taranto.

Nel corso dell’anno nelle città coinvolte sono state realizzate numerose iniziative, tutte elencate nel sito http://www.esperienzeconilsud.it/dirittiasud/

Sono stati organizzati in tutte le città corsi di formazione destinati a volontari e operatori pubblici e privati, convegni, incontri con gli studenti delle scuole e delle università, e molte iniziative parallele (mostre fotografiche, proiezioni, feste di strada, etc).

La realizzazione di queste attività ha favorito la diffusione di informazioni riguardo alle problematiche delle persone senza dimora e al loro disagio socio-economico. Gli eventi e i momenti di incontro con la comunità locale hanno inoltre permesso di “reclutare” molti nuovi volontari, avvocati, studenti di giurisprudenza e comuni cittadini, che consentono di svolgere il servizio di sportello in maniera ancora più efficiente e sono di grande aiuto nell’organizzazione delle attività collaterali dell’Associazione come l’organizzazione degli eventi di sensibilizzazione.

Gli eventi di informazione e di sensibilizzazione organizzati hanno dato la possibilità di instaurare collaborazioni con altre organizzazioni di volontariato che operano in favore delle persone senza dimora: uno degli effetti indiretti del progetto Diritti a SUD è rappresentato da due nuove sedi di Avvocato di strada, quelle di Cerignola e di Andria, le cui basi sono nate nei mesi di svolgimento del progetto e che sono già molto attive. La sede di Cerignola, in particolare, lo scorso gennaio ha chiesto formalmente al Comune di Cerignola di istituire anche in quella città la via fittizia, che potrà servire a tutte le persone senza dimora di ottenere la residenza anagrafica e di poter riacquistare i propri diritti civili. Attualmente sono in corso vari contatti con volontari e associazioni di altre città del Sud Italia e ci auguriamo che presto verranno inaugurate altre sedi dell’Associazione.