E’ avvenuto stanotte un gravissimo episodio ai danni della cooperativa sociale Alba che, per conto del Consorzio Macramè e in accordo con gli amministratori giudiziari, opera su quasi 300 ettari di terreni agricoli della cosiddetta “confisca Oliveri” ormai giunta alla fase definitiva, ricadenti nel Comune di Anoia (RC).

Ignoti si sono introdotti nel magazzino all’interno del quale la cooperativa custodiva strumenti agricoli e altre dotazioni sottraendo automezzi, trattori e attrezzatura agricola per un valore di centinaia di migliaia di euro. Un danno che rappresenta una vera e propria decapitazione del patrimonio della cooperativa sociale, costruito con anni di lavoro e profondi sacrifici.

Il fatto avviene proprio all’indomani della ripresa dei lavori da parte di Alba anche su altri terreni confiscati, quelli di Rosarno, sui quali Macramè sta realizzando un progetto di integrazione socio lavorativa di migranti attraverso la creazione di un parco delle biodiversità, grazie anche al sostegno di Fondazione CON IL SUD.

L’impegno di Alba si realizza dunque su più fronti e su diversi terreni ricadenti nella Piana di Gioia Tauro, operando sempre nel rispetto delle norme e dei valori che regolano la cooperazione sociale.

Anche per tali motivi il gesto vigliacco assume ancor più gravità ed è da leggere nel più generale e complesso quadro del territorio calabrese dove le forze criminali mantengono un atteggiamento di vera sfida ai tentativi di rispristino della legalità.

Il Consorzio Macramè manifesta profonda preoccupazione per il fatto subito ed esprime massima solidarietà e vicinanza ai lavoratori di Alba, pur sapendo che quando accaduto non determinerà alcun passo indietro da parte della cooperativa rispetto agli obiettivi di giustizia e sviluppo per la propria terra.

Piena solidarietà al Consorzio Macramè e ai lavoratori della cooperativa sociale Alba anche dalla Fondazione CON IL SUD per l’ennesimo atto intimidatorio. Il furto di mezzi e attrezzature agricole, nonostante l’ingente danno economico, non può rappresentare una minaccia al lavoro e ai sacrifici di anni per riportare la legalità lavorando proprio sui terreni confiscati. Piuttosto ci impone di andare avanti con maggiore determinazione.