Adolescenza

“Liberi di crescere”: nelle periferie di Palermo i desideri diventano opportunità

#Quante storie - 25 Ottobre 2022

“Dopo il lockdown, in terza media abbiamo trovato parecchi ragazzi che non erano in grado di ripetere una lezione orale o di svolgere un compito scritto”. Ce lo racconta Luigi Bordonaro dell’associazione San Giovanni Apostolo di Palermo, partner del progetto “Liberi di crescere. Rete ad alta densità educativa”, promosso da Libera contro le mafie e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.  

Durante la pandemia la dispersione scolastica, esplicita e implicita, è aumentata in particolare nei territori più in difficoltà: a Palermo il livello degli apprendimenti Invalsi in italiano è di 173,33 (diversi comuni nel nord Italia superano quota 200); nel 2020, in Sicilia il tasso di occupazione dei giovani tra 18 e 29 anni è stato del 21,6%, all’ultimo posto tra le regioni italiane. Nello stesso anno, la Sicilia è stata anche la regione con più abbandoni precoci (19,4%) – Dati dell’Osservatorio #conibambini, a cura di Con i Bambini e Openpolis.  

A Palermo, il progetto “Liberi di crescere” lavora in sinergia con l’associazione San Giovanni Apostolo in quattro scuole di diversi quartieri, in particolare al San Giovanni Apostolo e allo Zen, due grandi periferie urbane che, pur essendo integrate o comunque non molto distanti dal centro, continuano a essere considerate territori marginali.  

L’obiettivo è rafforzare le attività di associazioni, scuole e famiglie, offrendo nuove opportunità a ragazze e ragazzi per crescere in contesti sani, puntando sull’istruzione, sull’individuazione dei valori da ristabilire nella comunità e sul superamento degli ostacoli che impediscono ai giovani di realizzare i propri desideri, per costruire un progetto di vita lontano dalla criminalità.  

“Liberi di crescere” è attivo non solo a Palermo, ma in altre quattro città italiane: Messina, Salerno, Torino e Genova. I destinatari delle attività sono tutti gli attori della comunità educante: alunni dagli 11 ai 14 anni, docenti, famiglie e anche educatori delle associazioni che gravitano attorno alla scuola e ai territori in cui operano. 

Il percorso del progetto continua ormai da quattro anni e non si è fermato neanche durante la pandemia, sperimentando nuovi approcci, nuovi modelli educativi, nuovi modi di avvicinarsi e stare insieme anche nel distanziamento. 

Ora che si è tornati a vivere gli spazi dell’educare e della crescita in comune, ragazze e ragazzi, fuori dalle loro case, dalle stanze in cui sono racchiusi sogni e paure, sono tornati insieme a guardarsi negli occhi, a costruire il loro presente con meno incertezze. Con il conforto di avere qualcuno accanto a sé che apra la strada e prima ancora la porta per accedere al mondo fuori.  

 

Servizio a cura di Rosa Cambara 

Grazie alla collaborazione di Eliana Messineo e Lara Guarino, referenti “Liberi di crescere” a Palermo  

Coperture video: Alessandro Sartori e Roberta Paolucci - www.designar.it