Disabilità

Salento: centri diurni al collasso

#Video lettera - 31 Maggio 2021

Quaranta centri diurni salentini sono sull’orlo della chiusura. Oltre mille le persone fragili interessate e 500 gli operatori coinvolti. In questa “video lettera” indirizzata alla Regione Puglia, i Centri riuniti in un coordinamento provinciale chiedono di risolvere quanto prima il problema.

“Noi vogliamo una regione che sia a misura di tutti”

“Un impasse amministrativo e burocratico creato dal cambio di regolamento disposto dalla Regione Puglia, che disciplina il funzionamento dei Centri che giornalmente si occupano di persone con disabilità ed anziani, ha messo in crisi le famiglie e i centri stessi che non sono più in grado di poter svolgere la loro attività: il passaggio da un regime ‘socio sanitario’ a ‘sanitario’ richiesto dalla Regione sta costringendo molte strutture a chiudere in quanto i livelli di organico imposti (direttore sanitario, educatori sanitari, ecc) non trovano copertura con i ristori economici destinati a questi servizi”. Il tema di fondo, evidenziato in una nota dalle strutture del Salento, è il modello di welfare che si vuole costruire insieme alle istituzioni, per mettere al centro i bisogni e la vita delle persone.“Siamo proprio convinti – denunciano – che le persone disabili e gli anziani siano da trattare come ‘malati’ e quindi da ‘collocare’ in strutture sanitarie? Per dirla con le parole di don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco: Terribile lo schema di titolarità che passa la gestione dall’ente territoriale a qualche partecipata e infine alle cooperative. Nemmeno fossero pacchi da smistare.”

Cesare Caracuta, del Coordinamento dei Centri diurni per disabili del Salento, spiega come si è arrivati a questa situazione e quali siano gli effetti: “Dopo aver adeguato le rette – perché il costo del personale inserito all’interno di questi regolamenti era superiore rispetto agli standard previsti in precedenza – la Regione Puglia ha pubblicato il fabbisogno del territorio e molte strutture che erano state autorizzate hanno visto dimezzato i loro posti. Dimezzare i posti significa dimezzare i bisogni dei disabili, quindi significa chiedere alle famiglie di pagare l’intera retta, intorno ai 70-77 euro al giorno così come ha previsto la Regione. Per quanto riguarda l’autismo – prosegue Caracuta – saranno autorizzati soltanto 8 moduli da 20 posti, quindi in totale 160 posti. Tenete presente che i ragazzi autistici censiti sul territorio della provincia di Lecce sono circa 700. Capite bene il divario dell’attenzione. Un ragazzo autistico preso in età infantile può avere una vita migliore e questo è un obiettivo che noi come centri ci poniamo…Però non ci sono le coperture”.

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